Altare artistico dei ceri
L’aria si fa densa di cera e di silenzio, mentre mani attente accendono una dopo l’altra centinaia di candele. A Frontale di Apiro, nei giorni che precedono il Carnevale, prende forma una tradizione fatta di luce tremolante e sacra attesa: l’allestimento dell’Altare Artistico dei Ceri. È un’immersione lenta nella tradizione, una danza di fiammelle che preparano alle “Sante Quarant’ore” di adorazione eucaristica, il cuore pulsante della Pasqua. L’ostensorio con l’ostia consacrata si posa su un altare unico, sorretto da una complessa struttura di legno e illuminato da centinaia di candele. Quando si spengono le luci della chiesa, l’immagine scolpita dalla luce viva prende vita, trasformando l’oscurità in uno spettacolo ipnotico che cattura ogni sguardo. Ogni anno il soggetto cambia, mantenendo viva la curiosità della comunità che si raccoglie attorno a questa magia. Dietro questo spettacolo c’è una squadra di volontari della parrocchia di Sant’Anna, che per giorni costruisce l’“Altare dei mille ceri”, un’opera di pazienza e arte tramandata dal 1877. Fu allora che la famiglia Tamagnini, falegnami di talento, concepì questo disegno sacro di luce, un modo originale di celebrare l’inaugurazione della chiesa parrocchiale. Interrotto solo dalla scarsità di cera durante la Seconda Guerra Mondiale, il rito riprese nel 1966, diventando un appuntamento che lega passato e presente, fiamma dopo fiamma, in un luogo dove la tradizione non smette mai di accendersi.
